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martedì, marzo 18
 
postato da emanuelazini | 14:12 | commenti (3)


martedì, febbraio 19
 

Il 27 Febbraio ci sarà una nuova serata "Mala...ricordi?"!  I posti disponibili sono limitati e ormai quasi esauriti. Chi volesse partecipare, telefoni e si prenoti! Ne vale la pena!

postato da emanuelazini | 19:06 | commenti (3)


giovedì, febbraio 07
 
Qualche tempo fa sono stata all'anteprima della serata booktrailer. Cosa sono i booktrailer? Trailer di libri, esattamente come per i film. I suddetti dovrebbero invogliare alla lettura del libro. In quella serata sono stati presentati molti di questi corti, sia di libri molto conosciuti che di piccole case editrici, sia molto amatoriali che con una solida struttura alle spalle. Personalmente sono molto perplessa da questa nuova forma di pubblicità per i libri. Il booktrailer di un libro di King è un valore aggiunto? O è totalmente pleonastico? E' giusto che una piccola casa editrice spenda soldi in più per il booktrailer e non magari per una carta o una copertina migliore? E che cosa è lecito far vedere in un booktrailer? La trama? Dare solo un accenno? Far sentire solo l'atmosfera del libro? Quella sera li ho visti tutti. Saranno stati una ventina circa, e me ne sono piaciuti solo due. E ho anche tratto le mie personalissime conclusioni. Un booktrailer va fatto seriamente, non può essere preso solo come un divertissement, altrimenti è totalmente controproducente. Molti autori si sono cimentati in questa nuova forma di comunicazione con mezzi di fortuna, attori da telenovela piemontese e l'ultima cosa che mi sarebbe venuta voglia di fare dopo la visione era comprare il libro! Altri hanno pensato di fare un vero corto, facendo vedere anche i protagonisti, ma io mi rifiuto di delegare il mio immaginario agli altri! Rivendico il potere del lettore, di decidere che faccia avrà il protagonista! Sicuramente si prestano maggiormente a essere ridotti nel formato booktrailer i libri gialli, noir o horror, mentre quelli di storie d'amore sono pallosissimi. H adetto bene uno degli autori, sostenendo che un booktrailer in fondo è come una seconda copertina. Aggiungerei: ne abbiamo bisogno? Gli unici che mi sono piaciuti si differenziavano dagli altri per la scelta stilistica. Uno era un montaggio di materiale d'archivio sulle storie e trame italiche che perfettamente si sposava con il libro "Confine di Stato" di Simone Sarasso. Il secondo è stato poi il vincitore e ha una scena fortissima che non si dimentica, ed è anche in grado di svolgere perfettamente il suo compito, invogliarmi a comprare il libro "Montezuma airbag your pardon" di Nino d'Attis.  Ecco qui il booktrailer vincitore:

 

postato da emanuelazini | 17:34 | commenti (4)


lunedì, gennaio 28
 

Mercoledì sera c'è stata un'interessantissima serata dedicata alla malavita milanese anni '60 e intitolata "Mala...ricordi". Presentatore della serata era Paolo Roversi, protagonisti Luciano Lutring e il Pelè. Inizialmente è stato proiettato il documentario "Malamilano" girato una decina di anni fa, che dà un'idea di cosa doveva essere la Milano di quegli anni, quando c'era un senso di mutuo "rispetto" fra polizia e malviventi, una precisa identità di ruoli e l'accettazione di regole non scritte, ma rispettate sia all'interno degli schieramenti sia fra le due parti. Alla serata era presente il regista del documentario, il quale ha spiegato che non tutti i poliziotti protagonisti di quell'epoca avevano accettato di farsi intervistare proprio perché non condividevano l'assunto di base, ossia "la malavita romantica" di quegli anni. Solo uno aveva accettato di parlarne perché la considerava tale, in confronto a quella che poi sarà la violenza degli anni'70, quando la malavita si trasformerà in criminalità grazie anche al boom economico. Personalmente condivido entrambe le visioni. Penso che le "vittime" che quegli anni li hanno vissuti sulla propria pelle, non potranno mai considerarla "romantica", ma è anche vero che in questi tempi bui, col senno di poi, raccontate oggi, da chi ha visto passare anche gli anni delle BR, quelle gesta ingenue, fantasiose, a volte pure ridicole, e con un ben evidente senso dell'onore di fondo, assumono un'aura "romantica". Roversi non ha dovuto faticare molto per far parlare i due protagonisti, avendo entrambi una parlantina sciolta. Lutring ovviamente è stato il protagonista indiscusso sia per il carisma, sia per il modo di raccontare in dialetto una serie di aneddoti eccezionali. Si sono cantate alcune canzoni tipiche dell'epoca, tra cui la famosissima "Ma mi" scritta da Strehler. E per finire un po' di muscia col Pelè col suo bidofono!  La serata verrà replicata presto, dato che il teatro era pieno e sono state mandate via almeno una cinquantina di persone. Qui sotto lascio un video della serata che può rendere solo in parte l'idea dell'atmosfera che c'era in quel teatro.

 

postato da emanuelazini | 16:29 | commenti (5)


lunedì, gennaio 21
 
Questo weekend sono andata al FutureFilmFestival di Bologna a vedere qualche film di animazione in anteprima. "Film noir" di Jud Jones e Risto Topaloski, come si evince dal titolo, è un classicissimo noir animato in Ellroy-style, con voce off. Piove sempre a Los Angeles e subito la prima scena si apre sulle colline della scritta "Hollywood", un morto e un uomo che ha perso la memoria con una pistola fumante accanto, un documento d'identità e un'auto. Donne pericolose, detective privati, magnati e politici corrotti, ricatti e sesso sadomaso. Gli ingredienti e conseguentemente gli stereotipi di un perfetto film noir anni '50 ci sono tutti e gli inizi sono affascinanti. Peccato che man mano che si prosegue nella visione la trama lasci molto a desiderare, con una sceneggiatura che spiega semplicisticamente e inverosimilmente importanti nodi logici, con un protagonista con una capacità sovrumana di schivare pallottole e scoprire bombe e tesorinascosti  al primo colpo e pericolosissimi killer nemmeno in grado di centrare un'auto da un elicottero in volo a pochi metri di distanza... La storia è avvincente e regge, ma le scelte di inquadratura della regia e queste semplificazioni logiche fanno perdere molta dell'atmosfera del film. Peccato!  Come potevo mancare a un evento PIxar? E così sono andata all'incontro con Jim Capobianco, regista del cortometraggio "Your friend, the rat", un buffissimo simil-documentario con protagonisti d'eccezione il topino Remy e suo fratello ciccione! Penso si troverà nel DVD in uscita di "Ratatouille" ed è assolutamente imperdibile! Applausi scroscianti in sala, ovviamente. "Black Sheep" del neozelandese Jonathan King è una manna per gli appassionati di splatter alla "Bad Taste". La storia mi è sembrata un po' ricalcare un fil rouge degli ultimi tempi nell'animazione: il rischio intrinseco nella sperimentazione selvaggia sul DNA e la totale mancanza di valori e di scrupoli di parte delle nuove generazioni. In questo film le innocue pecorelle, per colpa di scienziati e allevatori senza scrupoli, mutano in bestie carnivore cattivissime e in grado di trasformare gli umani in pecore dopo averli semplicemente morsi! Le scene paradossali si sprecano, da un uomo col piede di pecora a una pecora che guida un camion ecc. ecc. Non amo questo genere di film, per cui passo, non sono la più indicata a giudicarlo. Domenica la giornata cinematografica comincia dopo pranzo (ahhh, la pigrizia!) e con tre puntate dell'anime "Devil May Cry" tratto da un famoso videogioco. Sarà stato l'abbiocco del dopo pranzo (a Bologna poi!), ma non ho resistito e alla seconda puntata mi sono addormentata e anche gli amici accanto a me! Che dire? Un classicissimo anime, con un protagonista figo ammazza demoni, tale Dante, con mantello e ciuffo, donne pericolose come socie di contorno, una bimba rompiscatole accanto e demoni sotto mentite spoglie umane da combattere. Nulla di nuovo insomma. "Max & Co." di Guillaume invece è un simpaticissimo film in stop motion in cui ritroviamo le tematiche di "Black sheep": pasticci genetici e generazioni di figli solo interessati ai soldi e non all'etica. Le azioni della "Bzz & Co." stanno andando malissimo perché il loro prodotto, la palettina schiacciamosche, non si vende più, il mercato è saturo, di mosche ce ne sono molte poche ormai e nel paese in cui c'è la ditta i licenziamenti sono all'ordine del giorno. Finchè il nuovo proprietario della ditta non pensa di creare una nuova razza di mosche mutanti, mettendone in circolazione centinaia di esemplari, che si riveleranno subito aggressivissime. Max, una simpatica volpe capitata lì alla ricerca del padre, e alcuni coraggiosi abitanti del paese, cercheranno di opporsi a questo diabolico piano! Un film carinissimo, ben fatto e avvincente! Ultima visione "La Reine soleil" di Philippe Leclerc, racconto animato tratto da un romanzo di Christian Jacq e quindi si parla di Egitto ovviamente! E' la storia di Akesha, figlia del faraone monoteista Akhenaton e delle sue peripezie contro gli intrighi di palazzo. Nulla di nuovo, un'animazione di routine per una storia classica e senza particolari sussulti. Insomma, non è il mio genere, ma si lascia guardare. Fine delle visioni e ritorno a Milano!              
postato da emanuelazini | 18:09 | commenti (8)


giovedì, gennaio 17
 
Da che cosa si capisce che McEwan è almeno una spanna sopra il 90% degli scrittori mondiali ? Dal fatto che  "Chesil Beach" è la storia di una sola notte. Della prima notte di nozze di due giovani impacciatissimi, dei loro pensieri, dei loro ricordi, delle loro storie personali. Una trama che si può riassumere in una riga, e così facendo farebbe perplimere chiunque. Eppure McEwan riesce a tenerti incollato a ogni singola pagina! Perché dietro c'è un mondo,  anzi c'è la collisione tra mondi, il passaggio da un'era di repressione sessuale a una di rivoluzione. Il 1962 viene considerato in Inghilterra l'anno spartiacque, nel '63 arriveranno i Beatles e tutto cambierà. Ma Edward e Florence sono ancora lì, nel "vecchio mondo", a casa di lei possono stare da soli solo con la porta ben aperta, lui teme di offenderla col suo desiderio, lei si sente in dovere di assecondarlo come proprio futuro marito. I due sono lì, innamorati, ma imbarazzatissimi, finalmente soli, ma spaventati dall'esserlo, timorosi di non essere all'altezza delle aspettative dell'altro, nascondono i propri pensieri all'altro, ma noi possiamo leggerli. Quelli di entrambi. Sappiamo della passione di Florence per la musica classica e sappiamo della situazione disastrata della famiglia di Edward. Paradossalmente siamo noi lettori a conoscere di più dei due amanti rispetto a quello che una conosce dell'altro. Tutto si svolge lì, in quell'albergo, tranne l'ultimissima parte, un salto temporale velocissimo in cui scopriremo cosa succederà dopo, come i due muteranno, cosa sarebbe potuto accadere se... E quella notte si allarga a paradigma di un mondo, è stata la soglia di una scelta, il passaggio dall'indignazione alla libertà di essere quello che si è, o almeno cercare di esserlo. McEwan è uno degli ultimi veri scrittori su questa Terra.    
postato da emanuelazini | 17:09 | commenti (12)


giovedì, gennaio 10
 
Non andate a vedere "Halloween - The beginning" di Rob Zombie al cinema! Perché quello che vedrete avrà 10 minuti di scene censurate! Vi pare lo stesso film che aveva in mente il magico Rob quando l'ha girato e montato? Ero uscita dal cinema delusissima. Mi era parso un insieme slegato di scene topiche, privo di pathos, di un perché degno, di uno svolgimento lineare, con buchi di sceneggiatura inquietanti, con gravi problemi di montaggio e un finale pessimo. Non potevo accontentarmi della sola visione cinematografica per scrivere questo post e così ho fatto un'approfondita ricerca nel magico mondo di Internet e ho visto sia la versione cinematografica italiana con aggiunte le scene tagliate, sia la copia lavoro americana. Ora posso scriverne. "Halloween" non censurato continua a essere un film imperfetto, con nodi di sceneggiatura non giustificati, ma almeno ha recuperato il senso di unità, l'atmosfera plumbea e la personalità da "macchina da omicidio" di Myers. L'ineluttabilità della violenza, il crescendo di omicidi, la ricerca di una catarsi, il silenzio di Michael contrapposto all'eccessivo parlare degli altri sono elementi innegabili. Continuo però a pensare che la copia lavoro fosse molto meglio, accidenti! Un altro finale, la figura di Udo Kier più presente, la modalità con cui Michael scappa dal carcere e il conseguente avvicendamento degli avvenimenti con un diverso montaggio molto più coerente, correto il taglio della scena in cui Michael affoga il mitico Trejo perché pleonastica, la ripresa dello stalking a danno del trio di amiche ripresa dalle spalle delle ragazze e non di Michael molto più inquietante, la modalità dell'omicidio del padre più omogenea all'atmosfera, le musiche più presenti ... Cosa vedremo quando uscirà il DVD? Non lo so. Rob Zombie continua ad avere la mia massima fiducia, basta però che non si metta più a fare prequel, remake o chissàche di film altrui!   
postato da emanuelazini | 16:50 | commenti (5)


lunedì, dicembre 24
 
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postato da emanuelazini | 21:10 | commenti (5)


mercoledì, dicembre 05
 
Voglio dare il mio benvenuto ufficiale al Dalai Lama, da oggi in visita a Milano. Ci tengo a usare l'aggettivo "ufficiale" visto che tutta la nostra classe politica si sta nascondendo dietro visite ufficiose, private, in quanto autorità religiosa e non politica ecc. E tutto per cosa? Per non scontentare la Cina, che lo considera un pericoloso capo dissidente e minaccia ritorsioni economiche o la mancanza del proprio appoggio per il voto sull'Expo per Milano. Che vergogna! E quanto sono incavolata! Ma stiamo scherzando?! Chi è che ha invaso il Tibet? Vogliamo parlare della cinesizzazione graduale di quel paese, dell'esilio forzato di centinaia di migliaia di tibetani? I cinesi sono economicamente forti e noi abbassiamo il capo, permettiamo che si venga ricattati dai toni dei vari ambasciatori cinesi e permettiamo la loro ingerenza nel nostro Stato?! La Merkel in Germania se n'è fregata e ha invitato ufficialmente il Dalai Lama. E noi? Tutti nascosti, tutti pusillanimi! Ci facciamo ricattare e dimostriamo ancora una volta che l'economia è superiore alla morale. Vogliamo difenderci? Loro minacciano ritorsioni? Benissimo e noi minacciamo di boicottare le loro Olimpiadi di Pechino! Vediamo quanto ci perdono 'sti simpaticoni! Ma già, è molto più pericoloso Bin Laden di uno stramaledetto ambasciatore cinese...        
postato da emanuelazini | 18:11 | commenti (5)
 
E così le "Desperate housewives" sono tornate! Mi chiedo in base a quale strana logica, al solito, i programmatori Rai abbiano deciso di piazzarle in seconda serata. E soprattutto perché le abbiano messe dopo quella ciofeca di "Ghost Whisperer". Ho provato a guardarne un pezzo, ma è assolutamente osceno! Mi ricorda un po' "Streghe" e non è un complimento. Una che forse è morta, forse no, vaga nel limbo, la protagonista che sogna, vede gli zombie, la musica invasiva a sottolineare anche le virgole  di una possibile (ma improbabile) suspence... Uff! Meno male che giovedì torna "Medium"! E a seguire "In Justice" di cui non so nulla a parte il fatto che c'è protagonista Kyle MacLachalan, che evidentemente ha trovato una seconda vita nei telefilm, visto che è presente anche nelle Casalinghe come nuovo e inquietante marito di Bree. Riguardo alle Casalinghe, è sempre un piacere seguirne le vicende, come se fossero un po' delle amiche riviste dopo qualche mese, anche se purtroppo non c'è più molto di nuovo da aspettarsi e tutto rischia sempre di scivolare un po' troppo nel melò per i miei gusti. 
postato da emanuelazini | 17:02 | commenti (2)